Dal 2022 sono l'art director di Edizioni Tlon, che pubblica soprattutto saggi filosofici e femministi.
Progetto graficamente tutte le copertine, che sono per la gran parte one shot.
Qui trovi una selezione di alcune.

Sono stata onoratissima di progettare una copertina per Donna Haraway.
Come una foglia ha una copertina effettivamente piena di foglie vere, che ho raccolto in un bosco, scansionato e lavorato cromaticamente. Le ho poi fatte interagire con la tipografia, che sbuca fuori o rimane sotto la vegetazione: ho combinato lo Space Sans al Becker Gothics per suggerire l’idea di un dialogo tra tecnologia e natura.
Nel caso qualcuno non fosse d’accordo con la tesi del libro, ovvero che la filosofia ha un problema di genere, ho messo sulla copertina la pagina di un’enciclopedia al lemma Filosofia: sono tutti maschi e ci sono anche due belle barbe a illustrare il tutto.


Ho ripensato alle grafiche circolari delle carte delle arance e ho fatto questa illustrazione circolare con la mano chiusa femminista, la croce del Sud, i megafoni e le rose di santa Rosalia. Ho trovato un carattere che sembra spugnato, per ricordare le grafiche fai da te (all’interno del saggio si trovano anche dei bellissimi poster del gruppo femminista di Cinisi).
La collana di poesie Controcielo ha delle illustrazioni ambientali al centro delle sue copertine.
Per L'ultimo mondo di Mariachiara Rafaiani ho immaginato un panorama impossibile, in cui la basilica della Salute di Venezia si rispecchia sulle montagne.






La collana di romanzi mette al centro la scrittura a mano, con lettering originali per le titolazioni, accompagnati da una illustrazione evocativa e minimale.
La copertina di Fantasmi di famiglia è stata menzionata da Il Post nella rubrica Copertine di agosto e settembre 2022, a questo link.
Dee è un saggio seminale del grande studioso Joseph Campbell.
Il saggio ripercorre molte fonti archeologiche, così ho deciso di usare una fonte iconografica per la copertina, che non appartenesse però all’iconografia cristiana: una Nike del V secolo avanti Cristo. Il carattere è un Bodoni; volevo creare movimento tra l’immagine e la tipografia e così ho scelto di ingabbiare la scritta e l’immagine in modo che la curva della statua finisse proprio sotto l’asta dritta della E.


La creazione del patriarcato è un saggio storico. Ho trovato una statuetta babilonese che sembra una Barbie e ho pensato che fosse perfetta.
Il titolo si ripete su tutta la copertina, come la lunga storia del patriarcato.
Puttana femminista è un memoir fortissimo.
Dopo varie prove ho deciso di usare un disegno di nudo che avevo fatto dal vero con china e pennello: mi sembrava adatto per il portamento fiero della donna ritratta, che casualmente ricorda l’autrice del libro. Il carattere della titolazione è uno strano gotico che però funziona.


Per La Chiesa che (non) ci vuole ho disegnato una Madonna della misericordia queer, che protegge un pride/manifestazione femminista.
Ho progettato il restyling della collana Soglie, incentrata sull’attualità, mantenendo l’impostazione tipografica obliqua ma abbinando a ogni copertina un apparato iconografico trattato graficamente con una retinatura, abbinando volta per volta la copertina a un colore adatto e acceso.





Qui la reference è chiara.
Un album di viaggio immaginario su una mappa immaginaria per una scrittrice fuori da ogni canone.



Sull’amore, una copertina Twister e una che ammazza Cupido.
Mandala illustrato per un manualetto delizioso.


Female Pixel Invaders
Ada Lovelace fu una matematica britannica che nel 1843 generò un algoritmo per essere elaborato da una macchina. La designer Susan Kare progettò a inizio anni 80 le icone, come il cestino e la bomba/system error, per il primo Macintosh. Oggi la rappresentazione iconografica di pixel/mosaici che passano inevitabilmente dal Pac-man di Iwatani non sono più un affare di “gender”♂. Caterina Di Paolo, art director di Tlon, senza uso di volti e corpi muliebri, sceglie dalla costellazione dei simboli a 8 bit, tra i tanti, una marshmallow She-Space-Invader, barre loading, verdi cursori e solidi ballon in assonometria, per definire visivamente l'universo dei videogiochi, anche ♀: figure di un alfabeto divenute archetipo del nostro linguaggio quotidiano. (Maurizio Ceccato, Cover Story del Sole 24 ore, 17 agosto 2025)
Le grazie oscurate
Nel Détournement e nell’Hauntology art il remix delle icone del passato e il citazionismo ironico si sono appropriate di un immaginario finito che ha allagato questo scorcio di secolo con ibridazioni icastiche. Nel 2013 il designer Jonathan Barnbrook rielabora per il LP The next day la nota cover Heroes di Bowie, fotografato da Masayoshi Sukita, cancellandone con un bottone bianco l’intera figura. Caterina Di Paolo, attenta alla bulimica esposizione del corpo femminile, utilizza il noto Giovane donna che scrive una lettera d’amore del ritrattista del Settecento Rotari, oscurandone il volto malizioso con un rettangolo nero-censorio e bianche font, nell’immortale Baskerville, acuendo la congiunzione avversativa sospesa: la cancellazione della frivolezza?
(Maurizio Ceccato, Cover story del Sole 24 ore, 26 aprile 2026)



Altre due copertine che remixano ritratti antichi: per Vecchie maestre ho trattato cromaticamente il quadro Marie Joséphine Charlotte du Val d’Ognes (1786-1868), attribuito a Marie-Denise Villers facendone emergere i lati oscuri; mentre per Mozart in rock ho travestito il piccolo Mozart da musicista glam.
Stessa autrice, due collane diverse: Si è sempre fatto così! ha una mia illustrazione in cui ho cercato di rappresentare il mondo genderizzato che ci circonda.
Il piacere sovversivo ha un disegno di Schiele che ho opportunamente censurato, ma che è stato ugualmente censurato dai social (maestri della pruderie), creando una reazione a catena tragicomica di censure. L’idea di citare graficamente il progetto grafico di Urania per la collana Urano è di Andrea Colamedici.


Dal 2022 sono l'art director di Edizioni Tlon, che pubblica soprattutto saggi filosofici e femministi.
Progetto graficamente tutte le copertine, che sono per la gran parte one shot.
Qui trovi una selezione di alcune.

Sono stata onoratissima di progettare una copertina per Donna Haraway.
Come una foglia ha una copertina effettivamente piena di foglie vere, che ho raccolto in un bosco, scansionato e lavorato cromaticamente. Le ho poi fatte interagire con la tipografia, che sbuca fuori o rimane sotto la vegetazione: ho combinato lo Space Sans al Becker Gothics per suggerire l’idea di un dialogo tra tecnologia e natura.

Nel caso qualcuno non fosse d’accordo con la tesi del libro, ovvero che la filosofia ha un problema di genere, ho messo sulla copertina la pagina di un’enciclopedia al lemma Filosofia: sono tutti maschi e ci sono anche due belle barbe a illustrare il tutto.

Ho ripensato alle grafiche circolari delle carte delle arance e ho fatto questa illustrazione circolare con la mano chiusa femminista, la croce del Sud, i megafoni e le rose di santa Rosalia. Ho trovato un carattere che sembra spugnato, per ricordare le grafiche fai da te (all’interno del saggio si trovano anche dei bellissimi poster del gruppo femminista di Cinisi).

La collana di poesie Controcielo ha delle illustrazioni ambientali al centro delle sue copertine.
Per L'ultimo mondo di Mariachiara Rafaiani ho immaginato un panorama impossibile, in cui la basilica della Salute di Venezia si rispecchia sulle montagne.





La collana di romanzi mette al centro la scrittura a mano, con lettering originali per le titolazioni, accompagnati da una illustrazione evocativa e minimale.
La copertina di Fantasmi di famiglia è stata menzionata da Il Post nella rubrica Copertine di agosto e settembre 2022, a questo link.

Dee è un saggio seminale del grande studioso Joseph Campbell.
Il saggio ripercorre molte fonti archeologiche, così ho deciso di usare una fonte iconografica per la copertina, che non appartenesse però all’iconografia cristiana: una Nike del V secolo avanti Cristo. Il carattere è un Bodoni; volevo creare movimento tra l’immagine e la tipografia e così ho scelto di ingabbiare la scritta e l’immagine in modo che la curva della statua finisse proprio sotto l’asta dritta della E.

La creazione del patriarcato è un saggio storico. Ho trovato una statuetta babilonese che sembra una Barbie e ho pensato che fosse perfetta.
Il titolo si ripete su tutta la copertina, come la lunga storia del patriarcato.

Puttana femminista è un memoir fortissimo.
Dopo varie prove ho deciso di usare un disegno di nudo che avevo fatto dal vero con china e pennello: mi sembrava adatto per il portamento fiero della donna ritratta, che casualmente ricorda l’autrice del libro. Il carattere della titolazione è uno strano gotico che però funziona.

Per La Chiesa che (non) ci vuole ho disegnato una Madonna della misericordia queer, che protegge un pride/manifestazione femminista.




Ho progettato il restyling della collana Soglie, incentrata sull’attualità, mantenendo l’impostazione tipografica obliqua ma abbinando a ogni copertina un apparato iconografico trattato graficamente con una retinatura, abbinando volta per volta la copertina a un colore adatto e acceso.

Qui la reference è chiara.

Un album di viaggio immaginario su una mappa immaginaria per una scrittrice fuori da ogni canone.


Sull’amore, una copertina Twister e una che ammazza Cupido.

Mandala illustrato per un manualetto delizioso.

Female Pixel Invaders
Ada Lovelace fu una matematica britannica che nel 1843 generò un algoritmo per essere elaborato da una macchina. La designer Susan Kare progettò a inizio anni 80 le icone, come il cestino e la bomba/system error, per il primo Macintosh. Oggi la rappresentazione iconografica di pixel/mosaici che passano inevitabilmente dal Pac-man di Iwatani non sono più un affare di “gender”♂. Caterina Di Paolo, art director di Tlon, senza uso di volti e corpi muliebri, sceglie dalla costellazione dei simboli a 8 bit, tra i tanti, una marshmallow She-Space-Invader, barre loading, verdi cursori e solidi ballon in assonometria, per definire visivamente l'universo dei videogiochi, anche ♀: figure di un alfabeto divenute archetipo del nostro linguaggio quotidiano. (Maurizio Ceccato, Cover Story del Sole 24 ore, 17 agosto 2025)

Le grazie oscurate
Nel Détournement e nell’Hauntology art il remix delle icone del passato e il citazionismo ironico si sono appropriate di un immaginario finito che ha allagato questo scorcio di secolo con ibridazioni icastiche. Nel 2013 il designer Jonathan Barnbrook rielabora per il LP The next day la nota cover Heroes di Bowie, fotografato da Masayoshi Sukita, cancellandone con un bottone bianco l’intera figura. Caterina Di Paolo, attenta alla bulimica esposizione del corpo femminile, utilizza il noto Giovane donna che scrive una lettera d’amore del ritrattista del Settecento Rotari, oscurandone il volto malizioso con un rettangolo nero-censorio e bianche font, nell’immortale Baskerville, acuendo la congiunzione avversativa sospesa: la cancellazione della frivolezza?
(Maurizio Ceccato, Cover story del Sole 24 ore, 26 aprile 2026)


Altre due copertine che remixano ritratti antichi: per Vecchie maestre ho trattato cromaticamente il quadro Marie Joséphine Charlotte du Val d’Ognes (1786-1868), attribuito a Marie-Denise Villers facendone emergere i lati oscuri; mentre per Mozart in rock ho travestito il piccolo Mozart da musicista glam.


Stessa autrice, due collane diverse: Si è sempre fatto così! ha una mia illustrazione in cui ho cercato di rappresentare il mondo genderizzato che ci circonda.
Il piacere sovversivo ha un disegno di Schiele che ho opportunamente censurato, ma che è stato ugualmente censurato dai social (maestri della pruderie), creando una reazione a catena tragicomica di censure. L’idea di citare graficamente il progetto grafico di Urania per la collana Urano è di Andrea Colamedici.