Tre poster sull’antiviolenza in collaborazione con Codici Ricerche, 2024
Nel 2024 l’organizzazione Codici Ricerche di Milano mi ha invitata a partecipare alla progettazione di tre poster sull’antiviolenza.
Sono stata molto felice di prendere parte a questo progetto. Era da tempo che osservavo come la violenza contro le donne venisse comunicata visivamente spesso, e con tragica ironia, in un modo carico di stereotipi e sciatterie: quasi sempre nei poster sull’antiviolenza si vede una donna giovane, magra e bella; il suo corpo è sfocato a parte la sua mano aperta in primo piano. Altrimenti si vede il primo piano di un volto di una donna giovane e bella con qualche livido.
Questo tipo di comunicazione feticizza il corpo e il volto femminile, ripropone sottilmente dei canoni estetici, ma soprattutto non mostra chi agisce la violenza. Sono immagini paradossali: il soggetto dell’immagine non è un vero soggetto, è passivo. La violenza che subisce è disincarnata.
La foto è di un poster sull’antiviolenza che ho visto ad Algeri: ogni mondo è paese.




Laura Boschetti e Camilla Pin Montagnana di Codici Ricerche, invece, hanno deciso di partire da un percorso di ascolto delle donne che hanno subìto violenza per decidere insieme a loro soggetti dei poster che avrei realizzato.
I poster quindi non hanno un soggetto sovradeterminato, ma nascono dalla voce stessa di chi ha vissuto violenza, che suggerisce cosa serve a tutte le persone per vivere una vita piena: il benessere, la relazione, stare bene.
Qui puoi scorrere i primi bozzetti.
Camilla e Laura mi hanno fatto avere i testi da inserire in ogni poster. Erano testimonianze delle donne coinvolte, che spiegavano i valori che avevano scelto: stare bene è avere tempo per sé, è respirare profondamente, è riposare. Relazione è prendersi cura, è cura reciproca, è dialogo. Volersi bene è difendere la propria libertà, credere in sé stessa, dire di no alla violenza.
Volevo che questi valori così importanti per la vita di tutti venissero trasmessi attraverso colori luminosi, lievi.

Ho deciso di ispirarmi a un romanzo di Marina Jarre, Negli occhi di una ragazza, per disegnare il poster sul volersi bene: la protagonista sente, a un certo punto, che credere in sé è come avere una stella sulla fronte; che la sua energia va tenuta cara come una stella.
Volevo che ci fosse il tema del contatto con sé, e che la donna rappresentata non fosse giovane; che fosse sicura di sé ma anche tenera e aperta al gioco.
Per il poster sullo stare bene ho pensato di rappresentare una donna che non fa assolutamente nulla. Su questo ci siamo trovate subito d’accordo con Camilla e Laura: il nostro è un mondo performativo, ma soprattutto sulle donne grava il diktat che vuole benessere e attività come pericolosamente collegate — stai bene se dimagrisci, se fai palestra, se cucini qualcosa alla tua famiglia, se continui a correre sulla ruota.
In questa illustrazione la donna, che per certi versi ricorda una bambina, riposa, forse pensa o forse dorme sotto un albero, punteggiata dalla luce che filtra tra le foglie.


Volevo che nel poster sulla relazione si capisse che relazionarsi è difficile, e che apparisse un gruppo di persone. Dopo vari tentativi, ho pensato a un vaso rotto, che viene ricomposto da tante mani diverse: mi piace l’idea che chi guarda il poster deve fare uno sforzo anche per leggere la parola RELAZIONE, riportata sui cocci che vengono rimessi insieme.
Il carattere che ho usato per la progettazione tipografica è lo Space Grotesk. Un ringraziamento speciale a Roberto Arista per la supervisione tipografica nella progettazione dei blocchetti in arabo.
I poster sono stati supervisionati dalla Dott.ssa Elena Conti, psicoterapeuta con approccio transculturale e referente di Crinali nei progetti con richiedenti asilo e donne sopravvissute a tratta, per verificare l’accessibilità del loro contenuto.
I poster si possono scaricare e diffondere liberamente a questo link.
Puoi leggere di più sul progetto a questo link.
I poster sono stati diffusi in tutti i centri antiviolenza di Milano, e a partire da questi nel 2025 abbiamo deciso di progettare, con un nuovo gruppo di donne, un taccuino sull’antiviolenza. Puoi leggere qualcosa di più su questo progetto qui.

Tre poster sull’antiviolenza in collaborazione con Codici Ricerche, 2024

Nel 2024 l’organizzazione Codici Ricerche di Milano mi ha invitata a partecipare alla progettazione di tre poster sull’antiviolenza.
Sono stata molto felice di prendere parte a questo progetto. Era da tempo che osservavo come la violenza contro le donne venisse comunicata visivamente spesso, e con tragica ironia, in un modo carico di stereotipi e sciatterie: quasi sempre nei poster sull’antiviolenza si vede una donna giovane, magra e bella; il suo corpo è sfocato a parte la sua mano aperta in primo piano. Altrimenti si vede il primo piano di un volto di una donna giovane e bella con qualche livido.
Questo tipo di comunicazione feticizza il corpo e il volto femminile, ripropone sottilmente dei canoni estetici, ma soprattutto non mostra chi agisce la violenza. Sono immagini paradossali: il soggetto dell’immagine non è un vero soggetto, è passivo. La violenza che subisce è disincarnata.
La foto è di un poster sull’antiviolenza che ho visto ad Algeri: ogni mondo è paese.



Laura Boschetti e Camilla Pin Montagnana di Codici Ricerche, invece, hanno deciso di partire da un percorso di ascolto delle donne che hanno subìto violenza per decidere insieme a loro soggetti dei poster che avrei realizzato.
I poster quindi non hanno un soggetto sovradeterminato, ma nascono dalla voce stessa di chi ha vissuto violenza, che suggerisce cosa serve a tutte le persone per vivere una vita piena: il benessere, la relazione, stare bene.
Qui puoi scorrere i primi bozzetti.
Camilla e Laura mi hanno fatto avere i testi da inserire in ogni poster. Erano testimonianze delle donne coinvolte, che spiegavano i valori che avevano scelto: stare bene è avere tempo per sé, è respirare profondamente, è riposare. Relazione è prendersi cura, è cura reciproca, è dialogo. Volersi bene è difendere la propria libertà, credere in sé stessa, dire di no alla violenza.
Volevo che questi valori così importanti per la vita di tutti venissero trasmessi attraverso colori luminosi, lievi.

Ho deciso di ispirarmi a un romanzo di Marina Jarre, Negli occhi di una ragazza, per disegnare il poster sul volersi bene: la protagonista sente, a un certo punto, che credere in sé è come avere una stella sulla fronte; che la sua energia va tenuta cara come una stella.
Volevo che ci fosse il tema del contatto con sé, e che la donna rappresentata non fosse giovane; che fosse sicura di sé ma anche tenera e aperta al gioco.

Per il poster sullo stare bene ho pensato di rappresentare una donna che non fa assolutamente nulla. Su questo ci siamo trovate subito d’accordo con Camilla e Laura: il nostro è un mondo performativo, ma soprattutto sulle donne grava il diktat che vuole benessere e attività come pericolosamente collegate — stai bene se dimagrisci, se fai palestra, se cucini qualcosa alla tua famiglia, se continui a correre sulla ruota.
In questa illustrazione la donna, che per certi versi ricorda una bambina, riposa, forse pensa o forse dorme sotto un albero, punteggiata dalla luce che filtra tra le foglie.

Volevo che nel poster sulla relazione si capisse che relazionarsi è difficile, e che apparisse un gruppo di persone. Dopo vari tentativi, ho pensato a un vaso rotto, che viene ricomposto da tante mani diverse: mi piace l’idea che chi guarda il poster deve fare uno sforzo anche per leggere la parola RELAZIONE, riportata sui cocci che vengono rimessi insieme.
Il carattere che ho usato per la progettazione tipografica è lo Space Grotesk. Un ringraziamento speciale a Roberto Arista per la supervisione tipografica nella progettazione dei blocchetti in arabo.
I poster sono stati supervisionati dalla Dott.ssa Elena Conti, psicoterapeuta con approccio transculturale e referente di Crinali nei progetti con richiedenti asilo e donne sopravvissute a tratta, per verificare l’accessibilità del loro contenuto.
I poster si possono scaricare e diffondere liberamente a questo link.
Puoi leggere di più sul progetto a questo link.

I poster sono stati diffusi in tutti i centri antiviolenza di Milano, e a partire da questi nel 2025 abbiamo deciso di progettare, con un nuovo gruppo di donne, un taccuino sull’antiviolenza. Puoi leggere qualcosa di più su questo progetto qui.