Mi piace molto incontrare le persone attraverso i libri a cui lavoro e alla mia pratica di ricerca. Ho tenuto formazioni, workshop e laboratori in scuole dell’obbligo, università e associazioni culturali.


Disegnare è come suonare, correre, cucinare: è un atto che si può imparare. Quello a cui serve il disegno sarà compreso da chi disegna nel suo percorso, ma non si può cominciare a disegnare senza capire che disegnare è guardare. Anche solo per guardare la realtà e stare nel momento, il disegno è un bellissimo esercizio.
Ci siamo chiesti insieme cosa significa disegnare, chi disegna bene e cosa significa disegno bello, e poi abbiamo disegnato usando mezzi poveri: ci siamo ritratti a vicenda, abbiamo disegnato con la mano sinistra, disegnato a tempo, con pennarelli molto grossi… Abbiamo giocato insieme, altra cosa che tra adulti non è così frequente. Sono stati due giorni bellissimi e non vedo l’ora di rifarlo. Le foto stupende sono di Bartolomeo Rossi.



Nella valigia non serve niente.
Laboratori e cerchi di parola
Il taccuino Nella valigia non serve niente mi ha portato in giro per l’Italia a organizzare workshop e cerchi di parola in cui ci facciamo le domande poste nel taccuino: cosa diresti alla tua versione bambina? Quali sono le parole che vuoi sentirti dire e quelle che non vuoi sentirti dire più? C’è qualcosa che hai subìto con cui vuoi smettere di identificarti? Cosa significa rifiorire per te?


Queste foto vengono da un laboratorio che ho tenuto a Valmadrera, vicino Lecco, e sono state scattate da Martina Di Bella. È bello continuare il percorso laboratoriale su questo taccuino che è nato grazie a un laboratorio con le donne che hanno anche scritto i testi.
Un aspetto che ho notato portando in giro il taccuino è che coinvolge le persone che hanno subìto violenza di genere nelle loro vite, ma non solo. Ad esempio anche bambini e bambine vogliono rispondere alle domande che vengono poste nel libro: apre a riflessioni più ampie, a condivisioni tra generi e generazioni.


Workshop sulla grafica e il lavoro editoriale
Per fare grafica ci vogliono muscoli è una bellissima frase di Stefano Tamburini, uno dei grafici del mio cuore. L’ho usata come bussola per parlare del mio lavoro all’Università La Sapienza e in vari talk. La frase poi è diventata il titolo del più ampio corso di grafica editoriale che ho tenuto alla Scuola del libro di Roma.

Ho usato anche il fumetto che ho preparato con le basi di redazione per non redattori per tenere due workshop all’Accademia di Bologna, in cui abbiamo ragionato insieme su come presentarci a dei potenziali clienti, come scrivere dei testi efficaci e come far lavorare bene insieme testo e progettazione editoriale.
Laboratori Storie nella storia
Da quando ho cominciato a illustrare la serie Storie nella storia ho tenuto davvero tanti laboratori con bambine, bambini, ragazze e ragazzi sulle varie fasi storiche, sia da sola che con le autrici. La serie Storie nella storia segue la scansione dell’insegnamento scolastico della storia, quindi le attività sono adatte a chi frequenta la scuola primaria come la secondaria di primo grado, a seconda del volume. Ho notato che disegnare insieme la storia aiuta molto a immaginarsela in modo diverso, in modo giocoso.


La serie si presta anche a parlare con chi insegna: ho tenuto diversi laboratori per chi lavora a scuola, per ragionare insieme su come gli stereotipi di genere riguardino anche l’iconografia nei libri e su come trovare soluzioni rappresentative diverse insieme.
Se vuoi organizzare un laboratorio, un incontro, delle attività insieme, scrivimi!